Ciao cari lettori (posto che io non sia tipo la celebre particella di sodio in una celebre acqua minerale...).
Sono Bettonica Von Scandella, ma potete tranquillamente chiamarmi B.von S. Nella remota ipotesi che vi interessino le ragioni del mio bizzarro e mediamente brutto nickname, troverete tutto nelle mie informazioni personali. Come potete facilmente supporre, sono una Ventenne negli Anni della Crisi, una di quelli che sono nati negli anni dei colori fluo e che si ritorvano destinati a diventare adulti in anni squallidamente grigi. E' la generazione F(come"Fregàti", o "Fottuti" se preferite), la prima che non vedrà mai la pensione. Io ne faccio parte, combattiva e sfigata come tanti miei coetanei. E come tanti di loro mi sono aperta uno sfogatoio virtuale.
Prima di tutto, credo sia norma di buona educazione presentarmi.
Sono nata sul finire degli anni '80, e ho residenza in un paesino del profondo, profondissimo Nordest. Uno di quelli dove su tremila abitanti, duemilacinquecento votano lega. Gli altri cinquecento sono quasi sicuramente extracomunitari.
Dopo la maturità classica mi sono laureata in filosofia, e questo dovrebbe già dirla lunga sul mio conto. Sì, sono una di quelle anime belle che hanno sposato la causa suicida del "faccio quello che mi piace, dopo sarà quel che sarà". Ah, come eravamo carini cinque anni fa, noi matricole, che ci dicevamo con aria trasognata tra una lezione di teoretica e una di filosofia del linguaggio: "Oh, ma nel tempo in cui ci laureeremo cambieranno taaaante cose!". E le cose sono effettivamente cambiate. In peggio.
Al momento sto per finire (se Dio vuole) la magistrale in storia - quando si dice di bene in meglio.
Ho passato tutto lo scorso anno accademico in Erasmus in Germania, dove a furia di bere birra sgasata e di lavorare in un call center sono addirittura riuscita a imparare il tedesco. Già, perchè mi sono presentata in Westfalia senza spiccicare una parola di crucco: sommatelo al mio titolo di studio, e capirete come evidentemente sono votata al martirio.
Oltre che nerd e con un titolo di studio in una materia umanistica sono anche metallara. Insomma, sfiga all'ennesima potenza.
Ricordate, il metallaro medio che frequenta l'università nel 75% dei casi fa archeologia (dato valido anche in Germania). Il restante 25% si divide fra storia antica, filosofia e una sporadica cerchia di informatici. Questi ultimi, nel 95% dei casi sono accaniti giocatori di World of Warcraft.
La cosa buona è che non sembro metallara. Sono finiti gli anni in cui andavo a scuola con le maglie dei Maiden e le calze a rete bucate. Carnevale viene una volta l'anno, e non ho disperatamente bisogno di mettere al corrente tutte le persone che incontro dei miei gusti musicali. L'altra cosa buona è che mi definisco metallara soprattutto per il tenero ricordo della mia adolescenza. Amo la musica in tutte le sue forme: sono rocker dentro, ma guai a chi mi tocca Lady Gaga. O Rachmaninov.
Una delle note cattive è che gli anni in cui giravo con le maglie dei Maiden erano gli anni della caccia alle Bestie di Satana, e vi garantisco che i miei non apprezzavano.
Già. I miei vecchi genitori con cui sono tornata a vivere dopo quattro anni di pendolarismo settmanale per motivi di studio in una città nota con l'affettuoso soprannome di "pisciatoio d'Italia", e uno in una città tedesca che probabilmente è il pisciatoio d'Europa. Stiamo parlando di piogge, non di odori di fogna.
Ho anche degli animali domestici, due gatti, una gatta e una sorella che va ancora alle medie, ma se avrete pazienza e costanza di leggermi saprete di più su i miei e su tutti loro.
Ho pure un ragazzo di ormai lunga data, di professione batterista, che chiamerò semplicemente MM (=Mio Moroso).
Oltre alla mia raffinatissima cultura musicale, l'altra mia grande passione è scrivere, ed è per questo che ho iniziato a tenere un blog. Sì, proprio io che generalmente non riesco a tenere un diario manco per una settimana. Lo inizio, scrivo quattro pagine e poi lo abbandono perchè mi sento un romantico personaggio di un romanzo d'altri tempi, ruolo che non mi calza affatto. (Nota bene: amo scrivere perchè amo disperatamente i libri.)
Mi piace maledettamente scrivere, ne ho un bisogno tale che sento le dita che mi tremano almeno quattro volte al giorno. Quindi, un blog potrebbe funzionare come una piccola palestra, in cui i miei polpastrelli possono dare il meglio di sé azzuffandosi con quel piccolo sacchetto da puglie che è la tastiera (tedesca) del mio micro pc.
Bene, direi che ho detto anche troppo. Tutto questo "io", "io", "io"...che palle. Facciamo che i commenti a questo post, se mai ce ne saranno, saranno i commenti di presentazione dei lettori. Così ci sarà anche un po' di "tu" e di "voi", che vi pare?
Con l'augurio che questo blog appena inaugurato sia come un lunghissimo viaggio su uno zozzissimo treno regionale, dove tra sedili cragnosi e controllori sudaticci sbocciano memorabili conversazioni tra perfetti sconosciuti.
Baci baci
B.von S.
ps_Nella prossima puntata: chi sono i Ventenni ai Tempi della Crisi, cosa vogliono e perchè sono la fonte di ispirazione di questo blog.
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